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La Toscana chiede la cittadinanza immediata per i bambini nati in Italia
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FIRENZE - Concedere la cittadinanza immediata per i bambini stranieri d'Italia, per almeno la meta' dei 327 mila minori che nel 2002 risiedevano nella penisola, di cui oltre 20 mila in Toscana: bambini nati nel nostro Paese, che qui imparano l'italiano, frequentano la scuola, acquisiscono spesso gli stessi nostri usi ed abitudini.

La richiesta arriva dalla comunita' di Sant'Egidio e dal vicepresidente ed assessore alle politiche sociali della Toscana Angelo Passaleva, che si augura che la proposta, che da molto giace in Parlamento, possa essere velocemente esaminata ed approvata.

"Consentirebbe di risolvere anche il problema - spiega - dei minori stranieri non accompagnati che risiedono in Italia senza famiglia".
Le norme che regolano l'acquisizione della cittadinanza nel nostro paese - afferma Passaleva - vanno assolutamente riformate.
Sono d'accordissimo sui principi che ispirano la proposta della comunita' di Sant'Egidio. Questi bambini d'Italia non sono diversi dai nostri figli ed anche la Convenzione europea sulla cittadinanza del 1997 ci invita a facilitare chi e' nato e dimora abitualmente nel nostro territorio".

Con la legge del 1992, che ha rinnovato il testo in vigore fin dal 1912, la situazione e' del resto addirittura peggiorata: i bambini 'stranieri' d'Italia oggi non hanno alcuna possibilita' infatti di acquisire la cittadinanza fino a che non sono maggiorenni.
Devono aspettare di compiere diciotto anni e perdono questo diritto se non lo esercitano entro dodici mesi.

(23 marzo 2004)

Stefano Camilloni