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Roma: le richieste di ricongiungimento e coesione familiare possono essere spedite per posta. Contro le file appuntamenti in Questura.
ROMA - Gli stranieri a Roma e provincia che vogliono presentare richiesta di ricongiungimento o coesione familiare non dovranno più mettersi in fila di notte di fronte all'ufficio immigrazione per partecipare all'ormai tradizionale "caccia al numerino".
La fila, al massimo, la faranno all'ufficio postale.
A partire da oggi la Questura capitolina accetta infatti anche le richieste di coesione e ricongiungimento spedite, insieme alla fotocopia dei documenti necessari, tramite raccomandata A/R.
Nella raccomandata (da inviare a Questura di Roma - Ufficio Immigrazione - Settore ricongiungimento Familiare Via Genova 2 - 00185 Roma) bisognerà indicare il proprio recapito telefonico.
Una volta ricevuto il plico un operatore della Questura contatterà telefonicamente l'interessato, fissando un appuntamento: quel giorno, sicuri di non fare un viaggio a vuoto, ci si potrà presentare all'Ufficio immigrazione con i documenti in originale.
I moduli per presentare le domande sono già in distribuzione all'Ufficio stranieri e presto sarà possibile scaricarli anche dal sito internet della Questura o da www.stranieriinitalia.it.
Quest'anno almeno 50mila ricongiungimenti
L'iniziativa è stata presentata stamattina in una conferenza stampa dal vicequestore Francesco Capelli, dirigente dell'Ufficio Stranieri, che ha sottolineato come sia aumentata la pressione sui suoi uomini dopo la sanatoria.
"Con la regolarizzazione - ha detto Capelli - abbiamo rilasciato 108mila permessi di soggiorno, che si aggiungono ad altri 97mila rilasciati per altri motivi nel 2003. Se considerate che almeno 50mila stranieri, grazie al permesso, quest'anno chiederanno il ricongiungimento familiare, potete immaginare quanto fosse importante snellire le procedure"
Sbagliato credere che la regolarizzazione sia stata solo un' emergenza: la maggior parte di quei permessi di soggiorno andranno rinnovati, e quindi per gli uffici immigrazione diventeranno normale amministrazione.
"Dall'entrata in vigore della Bossi-Fini - ha spiegato ancora il dirigente - rilasciamo permessi di soggiorno della durata di un anno. Succede quindi che i primi regolarizzati, quelli che hanno avuto la "fortuna" di essere convocati a febbraio scorso, hanno già chiesto il rinnovo del loro permesso".
Altro lavoro è arrivato naturalmente con la pubblicazione dei flussi e il rilascio delle autorizzazioni al lavoro. Anche su questo fronte Capelli sottolinea delle importanti novità.
"Grazie a un accordo con la Direzione Provinciale del Lavoro, per la prima volta il datore di lavoro non dovrà più passare in Questura. Credo che le autorizzazioni arriveranno in 2 o 3 mesi".
Se poi si chiede al dirigente dell'Ufficio Stranieri se ha abbastanza uomini, lui glissa elegantemente.
"Più che sulla quantità - dice - bisogna guardare alla qualità degli operatori. Ad ogni modo, per il periodo della regolarizzazione abbiamo avuto dei rinforzi, e anche adesso l'organico è maggiore rispetto a prima."
Difficile però non leggere tra le righe una situazone un pò più grave, specialmente quando Capelli parla dei 27 lavoratori interinali arrivati in Questura durante la sanatoria.
"Per otto mesi ci hanno dato un contributo notevole, sono giovani che si sono inseriti molto bene, lavorando con grande serietà".
"Se il Ministero rinnovasse quei contratti - ammette infine il vicequestore - ci farebbe un grande regalo..."
(22 marzo 2004)
Elvio Pasca
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