Immigrazione
Il Governo presenta il piano per i prossimi tre anni
"La programmazione dei flussi terrà conto del mercato del lavoro italiano ed europeo"
ROMA - Il documento programmatico sull'immigrazione elaborato dal governo per il prossimo triennio é stato illustrato ieri dal vicepremier, Gianfranco Fini, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri.
Lo ha reso noto Palazzo Chigi nel comunicato finale della riunione di ieri, in cui si precisa che la strategia dell'esecutivo "riepiloga le principali azioni programmate" per i prossimi tre anni.
Fra queste, si legge nella nota, "la piena operatività dello sportello unico per l'immigrazione, la programmazione dei flussi che tenga conto del mercato del lavoro italiano ed europeo, l'applicazione di accordi bilaterali già sottoscritti e la promozione di nuovi accordi con paesi interessati".
Il documento - elaborato d'intesa con i ministri interessati, con le regioni, le autorità locali, il Consiglio Nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel) e i sindacati -, nel ribadire l'intenzione dell'Italia di svolgere un "ruolo centrale" nello sviluppo delle politiche europee sull'immigrazione e nella futura Agenzia europea per le frontiere, pone l'accento anche sulla "centralità della lingua italiana" e sulla promozione dell'alfabetizzazione e della formazione anche dei diritti umani.Il testo programmatico sarà inviato alle Commissioni parlamentari per il parere.
Dure critiche al documento programmatico del governo sono arrivate nella serata di ieri dai sindacati.
"E' un agglomerato di cose scritte a più mani - affermano i sindacati - senza alcun filo conduttore, e utilizzando per di più dati vecchi, ad esempio sulla presenza di bambini stranieri nelle scuole. Non c'é alcuna pianificazione né azione programmatica". L'unico punto chiaro, aggiunge, è quello dei 9 Centri di permanenza temporanea da costruire, in aggiunta agli 11 già esistenti.
(15 gennaio 2005)
Stefano Camilloni