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Genova
Bossi-Fini: dopo le modifiche, record di processi e arresti
23 processi in due giorni

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GENOVA - Raffica di arresti e di processi per direttissima a Genova contro i clandestini che violano il provvedimento di espulsione.

Queste le conseguenze della modifica alla legge Bossi-Fini, entrata da poco in vigore, che considera un delitto e non più una contravvenzione la violazione dell' ordine dell' espulsione dal territorio nazionale impartito dal questore.
In soli due giorni sono stati celebrati 23 processi: 18 lunedì e 5 ieri mattina.

La modifica, contenuta all' art. 14, prevede inoltre per lo straniero già espulso la reclusione da 1 a 4 anni. Questo nuovo trattamento a carico dei clandestini causerà, secondo gli addetti ai lavori, un accumulo di giorni di detenzione in caso di recidiva e quindi un sovraffollamento delle carceri.

La prima stesura della legge considerava invece la violazione dell' ordine di espulsione una contravvenzione. L' arresto, quando veniva eseguito, non era poi convalidato dal giudice.
La Corte Costituzionale, pronunciandosi su questa norma, l' aveva annullata perché ritenuta incostituzionale, in quanto una contravvenzione non poteva venire punita con l' arresto. In base alla nuova norma, che considera questa violazione un delitto, gli arresti sono ora legittimi, per cui gli immigrati rischiano seriamente di finire in carcere, anche se incensurati.

(1 dicembre 2004)

s.c.