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L'Emilia Romagna approva la legge regionale sull'immigrazione. Interventi a tutto campo: lavoro, casa, scuola e salute, e una maggiore partecipazione degli stranieri alla vita pubblica.
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BOLOGNA - Dopo un iter durato diversi mesi, il consiglio Regionale dell'Emilia Romagna ha finalmente approvato la nuova legge regionale sull'immigrazione.

La legge si occupa a tutto campo della vita degli stranieri, più di 230mila, che vivono nella Regione, intervenendo su lavoro, casa, scuola e salute e puntando su una maggiore partecipazione degli immigrati alla vita pubblica.

L'Emilia Romagna attiverà un osservatorio sul fabbisogno occupazionale per dare indicazioni più precise (sempre che se ne tenga conto) quando si definiscono le quote d'ingresso annuali, e garantirà ai lavoratori stranieri l'accesso alla formazione professionale in condizioni di parità con gli italiani.
Sono inoltre previsti programmi di formazione professionale direttamente nei paesi d'origine, sulla scia di esperienze già avviate in altre regioni, come il Veneto.

Per risolvere il problema abitativo sarà sostenuta la creazione di agenzie per l' alloggio, con lo stanziamento di fondi a garanzia dell' affittuario finanziati dalle istituzioni e dalle associazioni di categoria dei datori di lavoro

Altri interventi sono previsti per l'accesso degli stranieri ai servizi sanitari, con una particolare attenzione alla cura delle donne e dei minori e il rafforzamento del ruolo dei mediatori culturali.

Nelle scuole emiliane si cercherà di affiancare all'alfabetizzazione alla lingua italiana, lo studio delle lingue e delle culture dei paesi d' origine e l'adozione di modelli educativi interculturali.
Un atto dovuto nella regione italiana che vanta tra i suoi alunni la più alta percentuale di bambini stranieri.

Tutti questi interventi saranno programmati in un piano triennale per l'integrazione sociale la cui stesura parteciperà una Consulta regionale degli immigrati.
Accanto alla costituzione della Consulta, la Regione promuoverà la formazione di altri organi di rappresentanza a livello locale e, dove possibile, l'estensione del diritto di voto agli stranieri.

"Sono soddisfatto,- dichiara il presidente della Regione Vasco Errani - perché penso si tratti di una legge utile, che guarda avanti verso una società aperta al dialogo sociale ed allo scambio culturali. Si inserisce positivamente in un insieme di politiche che vogliono dare ai cittadini risposte concrete, delineare in modo equilibrato una prospettiva positiva per l´Emilia-Romagna, migliorare la qualità del nostro vivere civile".

"In Emilia-Romagna - ha concluso - esiste già una rete di soggetti che supporta l´azione pubblica in materia di immigrazione: dai sindacati ai datori di lavoro, dall´associazionismo culturale al terzo settore. Oltre agli enti locali, saranno proprio questi soggetti a tradurre la legge, nelle azioni concrete proprie di una società dell´accoglienza".

"Norme per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati"

Intervista a Gianluca Borghi, assessore alle politiche sociali e all'immigrazione

(19 marzo 2004)

EP