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Roma. Consiglieri aggiunti: i candidati si possono presentare entro il 27 febbraio. Fermento tra gli ambasciatori
Tempo di votazioni a Roma per gli immigrati, sale la "tensione" elettorale.
Gli ambasciatori delle comunità straniere della capitale si mobilitano per il voto dei propri concittadini.
Entusiasta Veltroni che ieri li ha incontrato in Campidoglio per fare il punto sul voto del prossimo 28 marzo: "33 mila persone si sono iscritte nelle liste elettorali, è un meraviglioso inizio".
Per le votazioni dei consiglieri aggiunti saranno allestiti 36 "seggi", di cui 4 nel I municipio, il quartiere a più alta densità di immigrati", ricorda Maurizio Bartolucci, presidente della commissione per il diritto alla partecipazione degli extracomunitari.
"È il primo passo verso il diritto di voto a livello nazionale - spiega Veltroni - è un´iniziativa fatta nel nome dei nostri immigrati italiani di molti anni fa.
Ed è un doppio processo: la città si apre e gli stranieri si responsabilizzano".
Entusiasmo anche da parte degli ambasciatori stranieri. "Gli immigrati escono finalmente dall´anonimato, questa è la democrazia", sottolinea l´indiano Himachal Son. Per Pellub Xhufi, rappresentante della comunità albanese "bisogna tener conto delle oggettive difficoltà di aggregazione, ma le cose stanno cambiando e il voto ne è la testimonianza".
"Noi contribuiamo alla vostra ricchezza, spero che adesso cambi in meglio qualcosa", si augura il rappresentante del Ghana. Ma l´ambasciatore dello Sri Lanka, obietta: "La rappresentanza dovrebbe essere calcolata in base al numero degli immigrati presenti in città. Com´è successo a Firenze dove, su venti consiglieri eletti, tre erano cingalesi".
(18 febbraio 2004)
s.c.
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